Intervista a Lucia Galvani – Vicepresidente MPV Bologna

Lucia, come sei entrata nel Movimento? Come lo hai conosciuto?

11214032_10206737586219609_7273998818759502221_n“Ho conosciuto i giovani del Bios – giovani del MpV di Bo (www.bios.bologna.it) ad una festa estiva. Musica, balli, mangiare e bere!! Proiettavano su un maxi schermo immagini del bimbo nella pancia della mamma, come si forma e cresce, dal concepimento alla nascita e sono rimasta a guardare. Poi da lì….la richiesta ai giovani “ma voi che cosa fate di preciso???”….e poi via: improvvisamente “buttata” all’interno del mondo pro-life!”

Perchè un giovane si occupa di vita piuttosto che di immigrati o di senzatetto o di disabili?

“Perché “se non li facciamo nascere come potremmo difenderli o aiutarli da grandi?”!! Sono sempre più convinta che il volontariato a favore della vita dal concepimento fino alla morte naturale, sia il primo volontariato. Da questo derivano tutti gli altri impegni a favore dei più deboli e poveri!  Difendere il più debole e il più innocente, cioè il piccolo concepito non ancora nato, è il presupposto per difendere poi tutti le altre persone.  Difendere chi è già nato, i suoi diritti e non condannare l’uccisione di un bambino nel grembo di sua madre è una scelta di comodo e molto incoerente!”

Cosa hai imparato di nuovo in questi anni  a partire da quest’esperienza?

“Che tutte le difficoltà della vita si superano se non si è soli, insieme! Anche le difficoltà più grandi, come a volte è una gravidanza inattesa (per una mamma sola, abbandonata da tutti…), non sono impossibili! Insieme si possono superare!”

Cosa si dice ad una donna che entra in contatto con voi?

“Innanzitutto la si ascolta!  Molte mamme hanno bisogno di sfogarsi…di parlare a qualcuno della loro situazione, dei loro sentimenti e delle loro sensazioni molto altalenanti….. poi, anche con le mamme che sembrano in un primo momento molto decise per l’aborto, si dice che noi ci siamo…e ci saremo sempre! Che potremmo aiutarla a tenere il suo bambino…nonostante tutte le difficoltà.

Feto-5-mesi-gravidanzaChe il suo bambino c’è già….e sta crescendo dentro di lei….

Che tutte le cose si affronteranno insieme, che non sarà facile, ma che non sarà neanche impossibile! E che, purtroppo, di irreparabile e di certo, c’è solo il fatto che dopo l’aborto quel bambino non ci sarà più….le mamme non scordano mai l’evento aborto….e molto spesso se ne pentono amaramente….”


Cosa si dice ad una donna che ha appena abortito?

“Se si è subito resa conto di quello che ha fatto, è disperata e ti chiede aiuto, non si fa altro che ascoltarla, stare con lei…senza giudizi e sentenze. Lei sa perfettamente quello che ha fatto! Non si cerca certo di minimizzare la cosa o “accantonare” il dolore. Bisogna solo “passarci attraverso” insieme a lei.  La presa di coscienza di quello che si è fatto spesso avviene in coincidenza con alcune date particolari, come ad esempio, la data in cui il bambino sarebbe nato.”

Cosa si dice ad un uomo che non vorrebbe che sua moglie o la sua fidanzata abortisse?

“Lo si ascolta e lo si lascia sfogare, perché anche i papà vivono veramente una grande ingiustizia! Purtroppo a causa della legge 194 il ruolo del padre non è preso per niente in considerazione: quelli che vorrebbero prendersi cura del proprio bambino non possono evitare l’aborto se la donna è decisa a farlo.

Si consiglia al papà quali sono le cose da dire…da fare…da evitare.  Spesso si chiede di parlare con la moglie o la fidanzata, non per volerlo escludere, ma per dire più chiaramente e con lucidità che il bimbo è già con loro….è stato fatto da loro due…e che ha un papà che si preoccupa già per lui!”

Con quali motivazioni oggi una donna abortisce?

“Purtroppo oggi la motivazione è “non ora” e “perché non lo voglio”.  Le mamme che abortiscono per reali problemi economici sono la minoranza. E di solito le mamme più povere o disagiate sono le prime a scegliere per la vita, se sanno di non essere più sole e se sanno che qualcuno le aiuterà. La donna che abortisce ora in Italia è una donna sposata che abortisce il secondo figlio tra i 20/25 anni, e il terzo figlio tra i 30/35 anni, di cultura medio alta e lavoratrice.

Le motivazioni che inducono una donna ad abortire non sono neanche prese in considerazione dai medici o dai consultori che rilasciano il certificato di aborto. Neanche si cerca di rimuoverle…..ad esempio attivare aiuti economici nel caso in cui si presenti questo ostacolo!

Dopo tanti anni di volontariato in questo campo posso dire con certezza che la più grande povertà della nostra società al giorno d’oggi è la solitudine. Donne in gamba, con un buon lavoro, con famiglia, amici ecc…ma che parlano di una cosa così importante, come la loro gravidanza e la decisione di abortire, solo con una volontaria, che non hanno mai conosciuto prima….per telefono….

Questo indica proprio una grande solitudine, nonostante una apparente vita mondana, una povertà di rapporti impressionante, dove manca la vera accoglienza, la compassione, la condivisione del “peso” che prova l’altro, il “farsene carico”…

Si ha sempre molta fretta! Non si ha tempo, né voglia, di aiutare davvero la persona in difficoltà….si fa prima a sparare il primo “consiglio” più comodo (in questo caso:  “ elimina il problema!”…che poi il problema sarebbe il bambino in arrivo…) o si pensa, sbagliando, di evitare qualsiasi consiglio per non influenzare (in questo caso: “fai come credi meglio!”)…. Ma se noi sapessimo che il giorno dopo una persona verrà uccisa non le proveremmo  tutte per evitarlo?!”

Con quali strumenti il Movimento l’aiuta?

sos_vita“Primo tra tutti ricordo il telefono SOS VITA  800-8-13000, validissimo strumento per la prima fase dell’aiuto. La mamma può telefonare, ovunque si trovi, da tutte le parti d’Italia a qualsiasi ora.   È gratuito e attivo 24 ore su 24. Risponde un volontario pronto ad ascoltare; successivamente si attiva il volontario più vicino alla persona che chiama, per l’aiuto, l’incontro e l’accoglienza.

L’aiuto alla mamma e al suo bambino che necessitano di un sostengo economico è il PROGETTO GEMMA Si tratta di un’adozione prenatale a distanza di una mamma col suo bambino. Per un periodo minimo di 18 mesi (dagli ultimi 6 di gravidanza ai primi 12 di vita del bambino) un adottante (che può essere un singolo o un gruppo) si prende cura “da lontano” di una mamma e salva una vita, con un contributo minimo mensile di 160 euro.

logo-gemma4Poi tanti altri aiuti dal Centro di Aiuto alla vita o Servizio Accoglienza alla Vita da cui la mamma è seguita: spesa mensile di generi alimentari (grazie al banco alimentare), farmaci (grazie al banco farmaceutico), servizio di guarda roba (vestitini, scarpette…giocattoli…ecc….).

E non ultimo il lavoro spassionato dei volontari. Preziosissimo, mai scontato ed essenziale! A tal proposito: qui c’è spazio per tutti! Cioè tutti possono essere volontari per la vita! Una volta che si fa ragionare il cervello per capire che la vita è un bene prezioso, va difeso sempre e comunque, perché è oggettivamente un bene per la società, per il mondo, una volta che si riconoscono bene le bugie di chi invece vuole sopprimerla perché pensa abbiamo poco valore, solo perché piccola…. Bhè….avanti! Abbiamo bisogno di tutti gli uomini e le donne di buona volontà!!!”

Tu sei una donna di fede. In che modo la fede centra nel riconoscimento della vita?

Posso dire che io alla vita do un valore in più: è sacra e va rispettata perché ce l’ha donata il Signore! Da una scintilla misteriosa e favolosa l’ha creata!

La fede che Lui mi ha donato mi porta a pensare a ogni bambino appena formato nella pancia della sua mamma, a ogni mamma, anche la più disperata e angosciata, a ogni malato morente, come a Lui.

E se ami Gesù come puoi dire di no?? Non è forse Gesù stesso che aiuti quando aiuti queste persone??

Se ogni volta che parlo al telefono e corro per incontrare una mamma in difficoltà non mi ricordassi che sto parlando e vado a incontrare Gesù avrei già finito da un bel pezzo questo volontariato! Troppe volte mi viene da dire “ma chi me lo fa fare! Sono troppo stanca! Basta, ho già i miei problemi!” ……poi subito dopo me lo ricordo!

Bisogna ricordarsi di essere servi semplici (così non ci si molta la testa e non si pensa di essere dei super eroi!) ma anche essenziali perché in ballo ci sono la vita o la morte di un bimbo (e quella della sua mamma), così si diventa “braccia, mani, gambe e piedi” del Signore!”

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