L’ amore declinato

L’amore non basta.

Io pensavo di sì; pensavo che alla fin fine tutto ciò di cui avesse bisogno un figlio per essere felice fosse l’amore, ed invece no: l’amore soltanto non è abbastanza. O quantomeno: un amore “sui generis” non è sufficiente.

Io me ne sono reso conto solo con l’arrivo in famiglia della prima figlia femmina: osservando le molteplici differenze tra lei ed i suoi fratelli, che non si limitano soltanto alla diversa anatomia (come quando, dopo aver cambiato pannolini a quattro figli tutti maschi, risciacquando le pudenda ignude della piccolina, rimani ogni volta perplesso dall’indefinita sensazione che manchi qualcosa), ma soprattutto prendendo coscienza delle loro diverse necessità, e nello specifico della differente modalità di approccio nel relazionarsi con te genitore.

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E così, frequentando i tuoi figli, inizi a comprendere come il tuo amore di padre per loro non possa limitarsi ad esprimersi indistintamente, ma vada declinato personalmente, anche a seconda del loro essere maschietti o femminucce: poiché mentre sul cuore dei primi preme urgente il desiderio, anzi, la necessità di ottenere il tuo fiero compiacimento, il cuore delle seconde agogna invece al tuo sguardo esclusivo su di esse.

Come padre scopri allora quanto si renda necessario tenere desto il tuo di cuore, nell’accondiscendere a quell’esperienza che ti detta le modalità attraverso cui esprimere il tuo amore per i tuoi bambini, anche secondo la loro appartenenza di genere: ai tuoi piccoli supereroi cercherai di dimostrare ad ogni occasione che ti si presenta quanto il loro papà sia orgoglioso di loro, mentre alla tua principessina non farai mai dubitare che le vuoi bene, ed in un modo speciale, nemmeno quando la sgridi, neanche quando le somministri un castigo.

Ecco perché non è vero che “l’amore è Amore”, poiché per quella natura dell’uomo ferita dal peccato originale spesso si spaccia per amore ciò che amore non è, ed il rischio è quello di finire ad equivocare il sentimento con il sentimentalismo. Giacché l’amore, quello vero, è pronto anche a disciplinarsi per ottenere il reale bene dell’amato, declinandosi anche nel sacrificio di una spontaneità imbrigliata per guadagnare all’altro la sua personale felicità.

Siccome, in quanto padre, ti ritrovi investito di un ruolo di alta responsabilità: sei per la tua prole la prima immagine che essa ha di Dio ed anche nell’amarli devi perciò cercare di riverberare l’Amore di quel Padre di cui sono originariamente figli.

Allo stesso modo in cui pure l’Altissimo non ama indifferentemente, ma versa il suo amore su ciascuno individualmente, declinandolo secondo la sua capacità ed il suo fabbisogno, e ce lo ha ben dimostrato nella Sua Rivelazione: ché a Maria, la Donna, mai ha fatto mancare il Suo sguardo d’Amore esclusivo, mentre a Gesù, che da buon Figlio maschio ha passato la sua vita terrena ad “attendere alle cose del Padre”, ha dimostrato tutto il Suo Compiacimento.

Andrea Torquato Giovanoli

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1 Commento

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Una risposta a “L’ amore declinato

  1. Matteo Girardi

    Bellissimo articolo, e bellissima la considerazione su “compiacimento”/”amore esclusivo”… io ho 2 maschietti e una femminuccia, e mi sono reso conto della differenza di cui lei parla, ma non riuscivo a dare un nome a questa “differenza di amore”…. grazie!

    Mi piace

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