La voce di Saruman spezzata dalla forza della verità

Quando nel 1979 Giovanni Paolo II fece il suo primo viaggio apostolico in Polonia, il regime comunista fu costretto a trasmettere qualche immagine dell’avvenimento ma lo fece a modo suo: scelse accuratamente qualche tappa, a volte senza nemmeno inquadrare il Pontefice, e soprattutto non mostrando le folle oceaniche ma solo qualche monaca e qualche pensionato. Un giornalista francese commentò che era come trasmettere una partita di calcio senza mai inquadrare la palla.

Papa-Wojtyla

Ma noi sappiamo che quel pellegrinaggio diede inizio ad un impressionante movimento che avrebbe fatto crollare, 10 anni dopo, il Muro di Berlino. La strategia del regime fallì molto semplicemente perché i polacchi non erano davanti alla televisione ma erano in piazza, avevano visto dal vivo il Papa e avevano ascoltato le sue parole. Tornarono a casa sapendo di essere in tanti, di essere uniti e di avere una verità da condividere, da diffondere, per la quale valeva la pena impegnarsi, ad ogni costo.

Questo episodio mi è venuto in mente dopo la manifestazione del Circo Massimo. Chi c’era ha visto quella folla, e anche se i media hanno fatto disinformazione noi sappiamo come è andata.

Sul treno del ritorno tanti genitori parlavano del disegno di legge Cirinnà, si raccomandavano vicendevolmente di stare con le orecchie ben attente a cogliere ogni segnale di ideologia gender nelle scuole dei figli. Gente preparata, che come si dice in gergo giornalistico “stava sul pezzo”. Questo è importante: comunque vada il voto in parlamento, la battaglia culturale va avanti ed è un dovere per tutti noi. Dobbiamo fare diffusione capillare di questi valori, tra gli amici, i genitori delle scuole dove vanno i nostri figli, i colleghi di lavoro, i vicini di casa, i parrocchiani. Siamo un esercito, l’abbiamo visto con i nostri occhi. E credo che ognuno dei presenti a Roma possa fare un elenco di almeno 10 persone che avrebbero voluto esserci ma per motivi di salute, di lavoro, di famiglia non lo hanno potuto fare, guardandoci con invidia partire per il Circo Massimo. Facciamo qualche conto? E pensare che avevamo contro tutte le televisioni, i giornali, i poteri forti.

Era così anche nella Polonia del 1979 e Attilio Tamburrini dal palco ha ricordato che ciò che allora è accaduto, in modo inaspettato, può accadere anche oggi di fronte al nuovo nemico. Non dobbiamo avere paura.

I mass media cercano di blandire l’opinione pubblica, di fuorviarla e c’è chi ne resta purtroppo influenzato. Mi ricordano la voce di Saruman, ne Il Signore degli Anelli:  “Era una delizia ascoltare quella voce, e tutto ciò che essa diceva pareva saggio e ragionevole: nasceva allora in essi il desiderio di sembrare anche loro saggi, accondiscendendo rapidamente”.

Noi non siamo stati influenzati da quella voce da stregone. Perché noi abbiamo al nostro fianco Gandalf … ini , pardon, Gandolfini, e con lui tutti coloro che sanno spezzare l’incantesimo. La verità emerge in tutta la sua luce e splendore.

E al Circo Massimo abbiamo provato quella sensazione di Sam Gamgee: “L’Ombra non era in fin dei conti che una piccola cosa passeggera: al di là di essa vi erano eterna luce e splendida bellezza.”

Susanna Manzin

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