Come la posta prioritaria

Tempo fa ho letto da qualche parte una battuta divertente. Recitava più o meno così: “Se mio nonno avesse saputo che spendiamo più soldi per dimagrire che per mangiare avrebbe detto che siamo dei cretini”. Parafrasando questa battuta posso dire che se vent’anni fa qualcuno mi avesse detto che per ben due volte mi sarei alzato alle 5 di mattina per andare fino a Roma per dire che per concepire un bambino servono una mamma e un papà probabilmente lo avrei consigliato di smettere di fare uso di sostanze stupefacenti.
Mi chiedo cos’altro sarò costretto a dire in futuro. Mi porto un po’ avanti con il lavoro: gli asini non volano, neanche le renne volano e Babbo Natale non esiste, due più due fa quattro e le foglie sono verdi d’estate, come ebbe già a dire qualcuno più illustre di me.

Quando si perde il contatto con la realtà e con le sue evidenze francamente è molto difficile impostare un dialogo. Qualunque forma di confronto presuppone un terreno comune da cui partire per le analisi personali.
Nell’ambito dell’onestà intellettuale tale terreno è costituito dalle evidenze della realtà.
Mi rendo conto però che tutti gli agganci con la realtà e con la logica sono saltati, il “nulla” sta avanzando e Atreiu è molto stanco, ma rimane ottimista perché sa che l’ultima parola è di Qualcuno che ci ama e che, se glielo chiediamo, non ci lascerà in balìa del nonsenso.

Consapevole che le barriere ideologiche non ne consentiranno un’accoglienza efficace mi permetto comunque di fare qualche considerazione circa una delle più frequenti domande che vengono rivolte al popolo del Circo Massimo: “Se
anche le coppie omosessuali vengono riconosciute in che modo viene danneggiata la vostra famiglia?”
.
ImmagineChi non è più giovanissimo si ricorderà che qualche tempo fa c’erano la posta ordinaria e quella prioritaria. Quest’ultima costava un po’ di più, ma aveva la precedenza rispetto all’altra, con la garanzia del recapito entro qualche giorno. Ad un certo punto è successo che la posta ordinaria è stata abolita: tutta la corrispondenza è diventata “prioritaria”. L’effetto è stato che i recapiti avevano la lentezza della vecchia posta ordinaria ma i costi della prioritaria. Geniale, non trovate?

Le tipologie di relazioni affettive sono potenzialmente innumerevoli.
Tutte sono percorribili e, in questa sede, non è mia intenzione introdurre giudizi morali. Ognuno è dotato di libero arbitrio e può farne l’uso che crede.
Alcune esigenze tuttavia sono ineludibili: nutrirsi è fondamentale per la sopravvivenza della persona e procreare è vitale per la sopravvivenza della specie. Siccome un dato di natura è che gli esseri umani procreano attraverso la collaborazione di un uomo e di una donna ne deriva un diritto naturale di ogni persona a potersi relazionare nella crescita e nella formazione in un nucleo sociale così formato. Tale diritto è preesistente alla volontà, pertanto non dipende da essa.
Molte società, anche ben prima del cristianesimo, hanno valutato questi elementi e hanno saggiamente deciso di considerare prioritario questo tipo di nucleo sociale. Non tanto per delegittimare gli altri, ma per tutelare le esigenze naturali e vitali della società, al fine di promuovere il bene di tutti.

Se tutte le altre innumerevoli tipologie di nuclei sociali dovessero reclamare le stesse tutele, pur non possedendo le stesse specificità, l’effetto sarebbe che nessuna tutela sarebbe di fatto concessa, con l’aggravante che tantissime risorse sarebbero destinate alla salvaguardia di quelli che sono solamente privilegi.
Se i confini e i contorni della famiglia si allargano all’infinito allora tutto diventa famiglia e la famiglia non esiste più, esattamente come la posta prioritaria.

Sarebbe bello poter argomentare serenamente e pacatamente su questi temi, ma constato sempre più spesso che i pregiudizi ideologici impediscono il confronto e, in mancanza di argomenti validi, si ha la tendenza all’aggressività.
Peccato, perché alle 5 di sabato mattina preferirei starmene a nanna.

Alessio Bussolari

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