I piccoli uomini

In Inghilterra è stata approvata la manipolazione genetica sugli embrioni umani. Tante piccole personcine, potranno essere alterate nel loro dna e poi buttate, perché non ne sarà permesso l’impianto in un utero, neanche in affitto. Saranno solo materiale di studio ed esperimenti. Poi addio.
Orribile, direte voi. Certo rispondo io.
Ma che c’entra con il family day?
Non sarai un pochino fissata con la difesa della vita umana, Annalisa?
Già, può darsi, rispondo io.

Però,  vedete, se bisogna scendere in pizza per testimoniare al mondo intero che un figlio non è un diritto, non è un qualcosa che si possa vendere e comprare, né tantomeno dare “in cottura” ad altri, e che vuole una mamma ed un papa per crescere sereno, e che è un dono, un qualcuno che va difeso, amato, accolto sin dal suo concepimento, è perché si è perso il rispetto per l’essere umano che egli è.
Ormai i bambini si pianificano, si ordinano da catalogo, si scelgono, si alterano, se non piacciono si buttano prima che nascano.
Ormai non sono più persone, ma oggetti del desiderio degli adulti, unici veri soggetti di questa mercificazione dell’amore.

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I piccoli uomini vengono concepiti  in una fredda provetta da semi di sconosciuti, crescono in un utero che deve essere slegato dal cuore della madre, vengono abortiti o resi se imperfetti, non impareranno a conoscere la diversità dell’essere maschile e femminile.

E allora il Circo Massimo diceva anche questo: la verità è che il prodotto del concepimento non è un oggetto ad uso e consumo degli adulti, ma una persona con dei diritti.
Il diritto di poter essere se stesso, di poter nascere, di avere una mamma ed un papà che lo crescano nel rispetto dei loro ruoli genitoriali insostituibili. Il diritto ad essere sé.  Anche se questo sé è inatteso o diverso dalle aspettative.
Altrimenti, la crudele verità, è che prima o poi il regalo di compleanno sarà un bambino impacchettato, biondo con gli occhi azzurri, assolutamente sano e restituibile se troppo impegnativo o con difetti.

E quando sarà  grande, a chi chiederà conto della propria identità?
Al tecnico di laboratorio che lo ha assemblato?
Al conto in banca che lo ha comprato?
O all’ecografista che gli ha permesso di nascere perché non ha visto difetti evidenti?

Adesso capite perché il family day è importante per ogni bambino e quindi anche per gli embrioni inglesi?
Per cui vi dico: grazie, anche da parte loro.

Annalisa Sereni
ciughini.blogspot.it

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