Dagli USA … al Circo Massimo!

Immagine“Ma chi te l’ha fatto fare?”.
In attesa di imbarcarmi per New York, con la prospettiva di dieci ore di volo, più altre quattro di attesa della coincidenza per Washington, è forte la tentazione di pensare di aver fatto una stupidaggine a venire dall’America per il Family Day. Una follia, per alcuni, partire sotto la neve che fioccava minacciosa e andare al Circo Massimo con zero ore di sonno e un viaggio lunghissimo sulle spalle.
Ma la voce della ragione in me dice che ne è valsa la pena.

Mi guardo intorno in aeroporto e vedo tanti giovani, mi chiedo a cosa pensano,  se sanno che cosa è successo due sabati fa in Italia – forse il loro Paese -, se si rendono conto del rischio che stanno correndo, se hanno idea di quale società vorrebbero creare in Parlamento. Forse loro no, ma io questa società l’ho vista con i miei occhi, nel mio Paese d’adozione, gli Stati Uniti: un Paese di uomini-bambini, che rincorrono la voglia del momento, ingannati dall’idea che la felicità sia in un telefono e dove il desiderio è eletto a diritto, costi quel che costi.

Negli Stati Uniti il processo di “cosificazione” dell’essere umano è in atto da tempo e procede a velocità allarmante, tutto sotto l’egida della parola “diritto”: diritto ad uccidere il proprio bambino nel grembo, diritto a farlo a pezzi e cederlo organo per organo a terzi, diritto a fabbricarsi un figlio in laboratorio, diritto a ridarlo indietro se non conforme all’ordine, diritto a usare una donna come un’incubatrice e a generare bambini orfani in partenza, diritto a farsi spegnere come una lampadina.

Chiaramente negli USA non tutti pensano che sia giusto, ma se non faremo qualcosa, il piano inclinato aumenterà la pendenza e ci ritroveremo con la stessa dignità di una borsa comprata su Amazon, di cui posso scegliere costo, colore e forma e rimandarla indietro se non mi piace. E anche qualora decidessi di tenerla, quando non servirà più potrò comunque buttarla. Il pericolo è grande, e non solo per i bambini non nati o per quelli che nasceranno su ordinazione: siamo in pericolo noi, noi vivi, di essere gettati via quando non saremo più utili o rappresenteremo solo un costo. Non voglio questo futuro per il mio Paese, l’Italia, e farò tutto quello che posso per impedirlo.

Così sono andata anch’io, io sola, io che non mi muovo dalla sedia della scrivania neanche con le cannonate, io che dormirei per giorni interi, io che detesto volare, ancor più se devo lasciare un marito a casa perché deve lavorare. Sono andata per aggiungere la mia piccola voce a quella delle centinaia di migliaia, per gridare che gli esseri umani non sono cose e che si può vivere felicemente anche senza un desiderio realizzato. Conosco personalmente il vuoto di non avere figli ma, pur potendo ricorrere all’utero in affitto, che negli USA è legalissimo, ho deciso di non fare questa scelta disumana.

Mi sono tenuta il mio vuoto, che però è fecondo, che si sta riempiendo di volti, di voci e di cuori, è un vuoto che produce amore e amicizia, un vuoto che è fatto a forma di Dio e solo Lui può riempire.

Federica Thistle

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3 commenti

Archiviato in Family Day

3 risposte a “Dagli USA … al Circo Massimo!

  1. L’ha ribloggato su paolabellettie ha commentato:
    La Federica Thistle. Grazie

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  2. Grazie della tua testimonianza cara Federica. Kos

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  3. Grazie anche da me che ho sperimentato il tuo stesso vuoto ma l’amore di Dio e l’insegnamento nella scuola elementare l’ha riempito ampiamente.

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