Un medico al Circo Massimo

134041131-2dc91ad0-999e-4857-ac01-317881bfb7d2

Da sempre rifuggo manifestazioni, cortei e tutto ciò che mi espone al pubblico, convinta che sia inutile e che le mie idee non si possono tradurre con slogan e partecipazione.

Ma già nello scorso 2015 ho compiuto un gesto per me straordinario, partecipando alle Sentinelle e provando in quello Stabat silente, la forza del mio pensiero che risuonava col tacere di chi mi circondava: potente!

Ebbene, sulla scia di quella suggestiva prima volta, su richiesta di mio marito, ho rotto gli indugi e con un manipolo di amici bolognesi, siamo partiti alla volta di Roma per compiere un’autentica, pacifica marcia verso il Circo Massimo; ero lì con i miei 55 anni, con le mie conoscenze di medico, con il mio bagaglio di vita vissuta da cittadina, da figlia, da moglie e da madre ad ascoltare con piccole frasi di estranei che passavano al mio fianco, discorsi dal palco, applausi e grida gioiose qua e là di una folla umanamente viva, capace di lasciare impegni, doveri, piaceri per essere lì, stretti stretti (eravamo proprio tantissimi) a dire che la possibile salvezza dell’uomo, inteso come creatura pensante e capace di scegliere per sé e per il bene comunitario, passa inequivocabilmente dal riconoscere nel padre-uomo e nella madre-donna gli unici genitori.

Tutte le altre fantasie non possono essere nemmeno considerate, se non come chiacchiera da salotto di chi vuole così trastullarsi, ma chi ama, nell’unica accezione del termine: donando completamente sé stesso per l’altro nella dimenticanza di sé, non può contemplare alcun surrogato ed alcuna trovata civilistica che equipari chi non può essere uguale.

Siamo esseri unici e irripetibili, frutto di un amore o di un atto che scambiamo per amore ma che tale diventa assumendo la carne, il cuore e lo spirito umano di un bambino.

Questo volevo dire su quel prato, commossa dalla grandezza di un sentimento che sorreggeva noi con forza propulsiva e vitale ma che non vuole essere compreso da coloro che pretendono con una legge di cambiare il corso naturale della vita umana.

 

Mi guardo intorno ed ogni giorno è l’occasione per conoscere drammi e miserie subite da tanta parte del genere umano, da chi nella continua ricerca del proprio egoistico bene-essere, è disposto a qualsiasi nefandezza per avere potere, denaro, piacere ecc.ecc.
Ebbene lì, al Circo Massimo, guardandomi intorno ho pensato che se ancora questa bislacca umanità sopravvive, nonostante tutto, è merito di chi prega, di chi ama fino alla dimenticanza di sé e di chi è lì fermo a dire pacificamente no a tutto ciò che annulla la vita umana e la sua sacralità di fronte agli uomini e, per chi ci crede, di fronte a Dio.

Mai avrei scritto nulla a sostegno di qualsiasi politico, ideale o altro argomento, ma per questo motivo ci sono e invito tutti gli uomini di buona volontà a tenersi saldamente per mano, sostenendo i bambini e stringendoci a loro affinchè abbiano una mamma ed un papà veri, non surrogati.
E da ultimo, con pudore e vergogna, chiedo ai miei colleghi di non prestare mai la nostra nobile arte medica, la scienza che crediamo di rappresentare, per assecondare “smanie materne o paterne di omosessuali” come mirabilmente scriveva Oriana Fallaci.

Con tutto il cuore e per amore del genere umano.

Grazia Guiducci

Annunci

1 Commento

Archiviato in Family Day

Una risposta a “Un medico al Circo Massimo

  1. …come il grande Ippocrate…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...